Un modo diverso di fare coro.

Metodologia

Metodologia

 

Il lavoro che Coroscenico propone a bambini e ragazzi ruota attorno alla lettura scenica della partitura. A differenza di come avviene tradizionalmente, il direttore condivide la partitura con il gruppo per trovare insieme il senso musicale e narrativo.

Gli elementi che caratterizzano la metodologia di Coroscenico possono essere riassunti in 3 punti fondamentali:

a) l’esecuzione vocale in movimento all’interno di uno spazio scenico;

b) un uso particolare e libero della partitura, oggetto di un libero intervento di rielaborazione svolto collettivamente affinché possano essere individuati al suo interno ruoli e compiti differenziati, ritagliati sulle diverse competenze e abilità individuali;

c) lo spazio scenico, l’ampio spazio lasciato al lavoro dei bambini in autonomia, attraverso la suddivisione in gruppi all’interno dei quali essi possano sperimentare forme di apprendimento cooperativo.

LO SPAZIO SCENICO

Lo spazio scenico è il luogo fisico che facilità il processo: il luogo dell’azione, della sperimentazione, il luogo che favorisce lo scambio attraverso il movimento.

La voce narra col corpo e con la voce e comunica i significati che ciascuno ha trovato e fatti propri.
La lezione diventa un ambiente d’apprendimento e la partitura è oggetto e occasione di studio, ricerca e invenzione musicale.
La natura del lavoro, richiede al direttore una grande disponibilità a mettersi in gioco al fine di instaurare una relazione con i bambini e i ragazzi basata sulla valorizzazione di ciascuno nel rispetto delle abilità e competenze del momento.
In generale, questa nuova impostazione non vuole trascurare i problemi più strettamente tecnici dell’esecuzione corale, ma vuole sperimentare metodologie inclusive basate sulla cooperazione per raggiungere gli obiettivi di un corretto uso della voce, di una buona intonazione, ecc.
Lo spazio scenico diventa uno scaffolding cognitivo e relazionale, cioè un ambiente di apprendimento, che favorisce l’interscambio e l’integrazione di conoscenze e in cui ciascun individuo della classe – inclusi i bambini con difficoltà – possa operare una scelta di partecipazione consapevole e volontaria.

IL MOVIMENTO

La partecipazione attiva della classe è favorita dalla rottura di uno degli schemi classici dell’esecuzione corale: l’esecuzione da fermi.

L’esperienza mi conforta nel sostenere che un coro che utilizza la voce in movimento migliora le capacità di ascolto, di relazione, di partecipazione, di attenzione e di concentrazione. La condizione di rilassamento del corpo in azione, non soggetto a continue sollecitazioni espressive da parte del direttore, pone i bambini nelle condizioni di esprimersi utilizzando la voce in maniera spontanea e naturale, riducendo lo sforzo. L’emissione vocale è più rilassata e il livello di partecipazione è sostenuto da una forte motivazione al fare che coinvolge non solo la voce ma il corpo nella sua globalità. I personaggi nei quali i bambini si identificano e le situazioni nei quali essi agiscono, mettono in connessione l’espressione vocale del bambino e la sua dimensione fantastica, affettiva ed emotiva.